Feste e tradizioni



Il Carnevale

Il carnevale ha origini molto lontane e ha i suoi “antenati” nelle feste dell’antica Grecia dedícate al dio Dionisio e quelle dell’antica Roma celbrate in onore di Saturno.
Non si sa con certeza cosa significa la parola carnevale. Comunque viene fatta derivare  dall’espressione latina carnem levare, cioè “togliere la carne”, oppure dall’espressione carni vale (dicere),  cioè  “dire addio alla carne”. Ambedue i significati si adattano bene a questa tradizionale festa popolare che precede immediatamente la Quaresima, la quale è stata sempre caratterizzata da una più o meno rigorosa astinenza dalla carne.
Nei secoli passati nei giorni di carnevale la gente poteva finalmente dar esfogo alle sue proteste e ai suoi desideri, con la tolleranza, se non con l’approvazione, dell’autorità. Per un breve periodo si realizzava una specie di “mondo alla rovescia”, in cui tutto era permesso: non esistevano più differenze di stato sociale, si potevano criticare i nobili e i potenti, i poveri  potevano finalmente comandare e mangiare a sazietà, i servi si travestivano da padroni, i brutti da belli, i vecchi da giovani, e viceversa.
Oggi il carnevale ha perso il carattere di protesta sociale,  trasformandosi in una festa popolare che lascia ampio spazio alle rievocacioni storiche e al folclore, ma rimane comunque improntato a una sorta di follia collettiva. Una follia che purtroppo dà luogo spesso a episodi di violenza e di teppismo.
Il carnevale più bello resta in fondo quello dei bambini, che approfittano di questa ricorrenza per indossare i panni delle maschere tradizionali o dei loro “eroi” preferiti, da Zorro alla Tartarughe Ninja, da Batman ai Puffi.

Carnevali in giro per l’Italia


Ivrea: La battaglia delle arance. La festa ricorda un’insurrezione del popolo che nel 1194 si ribellò a un marchese prepotente, usando i sassi come armi. Oggi le pietre sono state sostituite dalle innocue arance che nei giorni di carnevale volano a centinaia per le vie della città.


Verona: Venerdì gnocolar. Il venerdì grasso ogni quartiere partecipa alla festa con una specialità gastronómica: salsicce, tagliatelle, trippa. Il re del carnevale è il papà dello gnocco, gigante con una pancia finta piena di gnocchi che il  duca della pignata distribuisce a tutti i passanti.


Pescarolo: Il falò. La sera del martedì grasso i paesani si ritrovano sulla Piazza dove brucia un enorme falò che rappresenta la morte del carnevale. La prima volta, tre secoli fa, il falò fu fatto per bruciare tutti gli oggetti contaminati da un’epidemia di peste.


San Remo: La battaglia dei fiori. Petali di rose, gerani, garofani, ciclamini tappezzano con i loro colori le vie della cittadina ligure. Incantevole lo spettacolo offerto dai carri addobbati con i fiori che sfilano per le strade.


Viareggio: La sfilata dei carri. Sui lungomare sfilano enormi carri con pupazzi articolati fatti di cartapesta, che prendono in giro personaggi della política e dello spettacolo. Il tutto circondato da balli, música folcloristica e, la sera, fuochi d’artificio.


Palo del Colle (Bari):  Il palio del viccio. Dieci cavalleri armati con bastoni appuntiti devono forare una vescica piena d’acqua. Il vincitori riceve in dono il tacchino (viccio) e lo standarto del Comune.


Mamoiada (Nuoro): Sos mamutones. Un fazzoletto in capo, camicia e calzoni Bianchi, gonnellino nero, la giacca dei pastori, un campanaccio sulle spalle e una maschera di legno sul viso: ecco i mamutones, maschere diaboliche che sfilano a Mamoiada, un paese della Barbagia.


Venezia: È tra i più famosi di tutto il mondo ed è un appuntamento internazionale a cui partecipano migliai di persone proveniente da tutto il mondo. Da sempre il luogo di celebrazione del carnevale è stata la Piazza San Marco, adesso si festeggia in tutte le calli e vie della città con diversi tipi di manifestazioni e spettacoli.


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